Lunedì dei Giovanni 14-11-2016

E Dio disse: "Sia un firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque". Dio fece il firmamento e separò le acque che sono sotto il firmamento dalle acque che sono sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

(Genesi 1)

 

Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva sopra il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: "Dammi da bere". Allora lei gli dice: "Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?". Gesù le risponde: "Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva". E la donna: "Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva? Gesù le risponde: "Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno". "Signore - gli dice la donna -, dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere". Le dice: "Va' a chiamare tuo marito e ritorna qui". Gli risponde la donna: "Io non ho marito". E Gesù: "Hai detto bene. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero". La donna: "Signore, vedo che tu sei un profeta!” Gesù le dice: "Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in spirito e verità". Gli rispose la donna: "So che deve venire il Messia". Le dice Gesù: "Sono io, che parlo con te".

(Giovanni 4)

 

Il secondo giorno Dio separa acque di sopra da acque di sotto, cioè agisce con amore e sapienza: dà ordine alle forze più grandi dell’uomo. Il firmamento è come un tetto che protegge, o un portico che copre un pozzo di acqua buona. Acqua è vita, perciò in terra c’è vita, ma è una vita minore rispetto alla pienezza di vita che c’è in cielo. Ma il firmamento è luogo di contatto, tetto della cattedrale cosmica.

Gesù ha sete, è davvero uomo, infatti quanta sete c’è in ciascuno di noi! Sete di vita, di senso, di amore, di pace, di gioia, di piacere. L’acqua è davvero un tesoro prezioso e ricorda, con la sosta di Gesù, che ogni viandante ha bisogno di pozzi per bere acqua: nella vita non si cammina senza acqua buona.

Gesù siede, più che accanto, sopra il muretto di pietra del pozzo, segno che lui è dentro il mio bisogno (la mia sete) che diventa apertura…Nell’antichità il vincitore siede sopra il re sconfitto: Gesù seduto sul pozzo indica che lui viene a vincere per noi, a placare la nostra sete profonda…

La donna va ad attingere acqua a mezzogiorno, ora calda, in cui le vie sono deserte: è l’ora della vergogna, del nascondersi dalla comunità, l’ora che dice: per te non c’è più speranza. Nel colloquio, come stupisce vedere Gesù che chiede, che ha sete di creare un rapporto profondo con lei. Ma due barriere si frappongono: quella dell’odio tra popoli – giudei e samaritani – e quella del pozzo profondo. Come è davvero profondo il dolore, il buio nel cuore della donna. Lei si manifesta irraggiungibile, cerca di nascondersi allo sguardo di Gesù che le chiede di lasciarsi incontrare ed amare. Il dono che Gesù le fa è “acqua viva”, cioè Lui stesso, la Vita vera che dà vita a chi incontra. E’ Acqua dal Cielo che disseta e fa germogliare vita nuova, è lo Spirito Santo che Dio dà attraverso Gesù. “Chi crede in me non avrà più sete” (Gv 6,35). Gesù è per ogni persona ciò che la primavera è per i fiori; lo Spirito che aleggiava sulle acque ora è presente in Cristo-Verità che unisce ogni persona al Padre.

Martedì è il giorno dell’Adesso perché colui che era fin dal principio è presente nella mia vita e mi si fa incontro, mi viene a cercare, rinnova tutti i miei rapporti, dà pace al mio cuore e adesso l’ora della vergogna diventa l’ora della gioia. La donna corre verso gli altri con un annuncio di cui tutti hanno sete. Martedì è la fine della religione da salotto, di chi siede comodo e criticone aspettando che gli altri e Dio facciano tutto. Martedì è il giorno che mi invita a riconoscere la mia sete più vera, ad accettarla perché si faccia preghiera, grido sincero, e finalmente, scoprendo in Gesù la sorgente dell’acqua che sazia davvero, sgombrare il cuore dai “falsi amori” (come i tanti mariti della samaritana) che hanno inaridito la mia vita.

Martedì: giorno di quel momento prezioso che è occasione di incontro con Lui che sazia la mia sete con quell’acqua che sta “sopra il cielo” e che non è più irraggiungibile, …è donata!

Adorare: “andare verso la bocca dell’altro”, cercare la sua vita…

Buon cammino…

per tutta la settimana!

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