Lunedì dei giovani- 9 gennaio 2017

 Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l'aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».                   
  Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di' pure, maestro». Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va' in pace!». 
                                                                                                               (Lc 7, 36-50)
 
Il quarto giorno Dio crea “luci” a vantaggio di coloro che verranno dopo... 
Il Signore si fa conoscere lavorando per noi prima ancora che ci siamo! Saranno luci per INDICARE, SEPARARE E DISTINGUERE, dare segno di cambiamenti, di stagioni attese o temute, di feste che rallegrano il cuore. Così Dio ci dona IL TEMPO, il cammino della vita e della storia di ciascuno con giorni semplici e altri indimenticabili: “Erano circa le quattro del pomeriggio” (Gv 1, 35-39). Impariamo a fare memoria, a custodire segni e parole, ad attendere momenti e incontri. Gesù, figlio di Maria, “nato nel tempo, sotto la legge, da donna..” è l'inizio della nuova creazione, la nuova stagione del rapporto tra Dio e ciascuno di noi (è la vera stella). “Per amore nostro il figlio del Re si è reso povero e errabondo” (Sant'Efrem il Siro). Si fa carne nel tempo per potermi guardare dal basso, dal livello della terra, della polvere calpestata dai nostri piedi. Camminando sotto il sole e riposando alla luce delle stelle giunse tante volte in case dove fu ospitato da amici o persone stupite da lui.
Un giovedì del mese di Nisan, entrato in Gerusalemme, lavò i piedi ai suoi amici, ma prima, in casa di Simone il fariseo, accettò che i suoi piedi venissero lavati da una certa donna... 
  Nel brano vediamo che il fariseo ha un nome, ma scopriamo che non ha ancora un cuore che accoglie, è figlio di leggi e regole non attraversate né illuminate dall'Amore. Simone davanti alla scena inorridisce, non capisce né si rallegra di ciò che sta accadendo in casa sua (il ritorno al Padre dei figli perduti!) Così non capisce chi è davvero Gesù, e lo giudica. Per sette volte il brano contiene la parola “piedi”, la parte del corpo a contatto con lo sporco, il punto su cui grava tutto il peso, il mezzo per incontrare e portare novità.
  La donna non ha nome...perchè? Ha perduto l'identità e la dignità, è divenuta carne venduta e comprata, ma riavrà il nome nuovo da Gesù che l'accoglie e fa della casa di Simone “indurito” il fonte battesimale per la donna dai capelli sciolti che lui chiamerà “la Perdonata che molto amò” (la donna diviene stella accesa da Gesù nel buio della casa di Simone). E' bello pensare che anche quell'incontro avvenga di giovedì; anticipo di quel “giovedì Santo” in cui Gesù lava i piedi e si dà, carne tradita e venduta, per liberare e salvare tutti.
  Giovedì: memoria della notte di Betlemme, rischiarata da volti e luci che rimandano a quanto Qualcuno ha fatto per noi. Giovedì è il giorno di volti pieni di lacrime e piedi feriti su cui Gesù continua a chinarsi per lavarli e baciarne le piaghe, giorno di Dio fatto carne che scende dalle stelle e cerca ciascuno di noi per farne luce della terra. Come è bello Gesù che elenca a Simone gli atti amorosi della donna, lezione di vita cristiana per ciascuno di noi. 
  La nostra vita è come la casa di Simone; Gesù c'è, accetta con gioia di entrare ma ti chiede di accoglierlo nel profondo, di permettergli di entrare e splendere in ogni angolo, di consegnarti a Lui: beato chi rompe il vaso prezioso della propria vita e piangendo di gioia e stupore scopre la Verità di Dio, cioè che per Lui l'amore non è mai troppo; chi è più perdonato, si sa più amato e ama tanto.
  Giovedì mi dice che ogni giorno è novità, invito a mettersi dietro Gesù (come la donna del brano e come deve fare Pietro (cfr. Mt 16,23). Camminare con il cuore e con i piedi divenuti “belli”, come dice Isaia, sulla via della più grande avventura: quella della Fede e della sua chiamata per crescere con Lui e diventare COME LUI.
  Adorando considero il SILENZIO con cui la donna ha fatto i gesti, e il SILENZIO di Gesù che si lascia amare da lei. SILENZIO ABITATO DALL'AMORE!

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    19 novembre 2016
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